venerdì 23 febbraio 2018

lunedì 19 febbraio 2018

WhatsApp non rispetta le direttive dell'Antitrust? scatta la sanzione!

Fonte: AGCM 23 gennaio 2018
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella propria riunione del 10 gennaio 2018, ha sanzionato WhatsApp Inc. per non aver dato esecuzione all’ordine di pubblicazione dell’estratto del provvedimento, emesso nei suoi confronti a maggio 2017, con il quale è stata accertata la vessatorietà di alcune clausole dei Termini di Utilizzo dell’applicazione WhatsApp Messenger.

domenica 18 febbraio 2018

Bolletta a 28 giorni: battuta d'arresto

Nel solco delle novità introdotte dalla Manovra 2018, i giudici del TAR Lazio hanno rigettato il ricorso promosso dalle compagnie telefoniche, riconoscendo la correttezza della fatturazione mensile anche per i casi della scorsa primavera ed estate.
◻ Il quadro normativo: Il dl fiscale 2018, convertito in legge entrata in vigore il 6 dicembre 2017, ha finalmente introdotto la fatturazione su base mensile o di multipli del mese, fatta eccezione per le offerte promozionali a carattere temporaneo, che se non vengono rinnovate potranno prevedere scadenze inferiori (v. legge 4 dicembre 2017, n. 172).
Tutti i principali operatori dispongono di 120 giorni dall'entrata in vigore della normativa per modificare i software e ricalibrare le fatture di milioni di clienti.  
Chi non si adegua verrà sanzionato con multe salate comminate dall'Agcom e, in ogni caso, sarà tenuto a rimborsare le somme indebitamente percepite dagli utenti. 

◻ Il caso: a fronte delle tanto auspicate novità introdotte dalla Manovra, che ne è delle fatturazioni illegittime effettuate tra marzo e dicembre 2017

In questo blog abbiamo già segnalato la pratica scorretta avviata dagli operatori di telefonia ed internet (ma anche dalla più grande piattaforma televisiva a pagamento: Sky), i quali hanno imposto ai loro clienti di pagare le bollette ogni 28 giorni (v. link) e, nel frattempo, abbiamo auspicato un intervento risolutivo del legislatore.

E pur vero che tale condotta non è passata inosservata e, tra delibere ed interventi dell'Agcom, aveva conosciuto una prima e parziale battuta d'arresto: in particolare, si distinguono ldelibera del 24 marzo 2017 (v. link) e la Comunicazione n. 498/17/CONS,(v. link) con la veniva ribadito - qualora ce ne fosse stato bisogno - che la "fatturazione mensile" si riferisce al mese solare e non a quello commerciale.

La questione è finita davanti al Giudice Amministrativo, poiché diverse compagnie, nel frattempo, sono state pesantemente multate e hanno impugnato gli interventi in oggetto. 

Il TAR, per ora, ha "congelato" gli interventi per la difficoltà finanziaria delle compagnie telefoniche di ripetere ai clienti gli storni

Restiamo, dunque, ad attendere l'udienza di merito per trarre definitive conclusioni sulla vicenda.  

Di seguito, il testo dell'ordinanza. 

venerdì 16 febbraio 2018

Auto a noleggio non restituite - il Garante privacy favorevole alla banca dati

Fonte: Newsletter 27/12/2017
Autorizzata dal Garante privacy la costituzione di una banca dati nel settore dell'autonoleggio [doc. web n. 7355034]. Il progetto sottoposto a verifica preliminare dell'Autorità ha come finalità la tutela del patrimonio aziendale, la pianificazione di strategie di mercato e le analisi statistiche. La banca dati può rappresentare un supporto per contrastare anomalie e condotte patologiche nei rapporti contrattuali  (dietro le quali si possono anche celare furti e appropriazioni indebite riconducibili a organizzazioni criminali), fenomeni che incidono negativamente sull'intero comparto, specie in alcune zone a più alta densità criminale e che rischiano di compromettere la stessa disponibilità del servizio.

lunedì 12 febbraio 2018

Tortilla Chips gusto Naturel richiamato da NaturaSi!

La società NaturaSi! comunica il richiamo del prodotto Tortilla Chips con scadenza per il prossimo 11 agosto 2018, avendo ravvisato della presenza di glutine nel prodotto e preferendo, per tutelare i consumatori, disporre il ritiro del prodotto dal commercio.

Coloro che hanno acquistato il prodotto potranno chiedere il cambio rivolgendosi al venditore, oppure scrivendo direttamente alla società

Qui di seguito, il richiamo del prodotto.

domenica 11 febbraio 2018

Segnalazione Centrale Rischi: la banca non vi può segnalare per il ritardo momentaneo di un pagamento

In questo blog abbiamo trattato con una certa frequenza il ruolo assunto negli anni dalle banche dati ove sono segnalati i clienti delle banche morosi, ossia coloro che non hanno regolarmente adempiuto al proprio obbligo di rimborso di un finanziamento/mutuo in favore dell'istituto di credito (vedi qui).

Uno degli aspetti più delicati di questo sistema, il cui fine è quello di rendere noto al sistema bancario che un cliente è in una posizione di difficoltà ad onorare il proprio debito (evitando che il cattivo pagatore continui ad aumentare la propria esposizione verso gli intermediari del credito), riguarda la segnalazione illegittima.

Vi sono casi, infatti, ove la segnalazione alla Centrale dei Rischi presso la Banca d'Italia, o alle altre banche dati private non corrisponda alla realtà, ovverossia non rappresenti in modo corretto la posizione debitoria, oppure non vi siano i presupposti per l'indicazione del debitore.

La segnalazione è altresì illegittima quando il debitore rimane segnalato pur avendo adempiuto al proprio dovere, non trovando più giustificazione la presenza del proprio nominativo nella banca dati.

La segnalazione non è legittima, inoltre, nel caso in cui il debitore sia in ritardo nel pagamento di una rata del proprio finanziamento/mutuo o altra posizione con la banca, in quanto può derivare da una  vicenda transitoria legata anche a difficoltà temporanee e collegate, ad esempio, allo specifico ambito ove il credito bancario è stato richiesto e concesso.

La sentenza che potete leggere di seguito affronta tale argomento, evidenziando il ruolo che deve assumere l'istituto di credito segnalante, il quale è chiamato a valutare in modo attento la posizione creditizia "entrata in crisi".

La banca, in altri termini, non può limitarsi a prendere atto del mancato pagamento della rata da parte del cliente, ma deve operare una valutazione della posizione comprendendo anche le ragioni dell'inadempimento momentaneo della controparte.

Questa valutazione rientra negli obblighi dell'intermediario verso il cliente e consentono di gestire in modo più corretto il rapporto, consentendo alla banca di segnalare adeguatamente il debitore moroso solo se sussistono i presupposti previsti dalla normativa di settore e laddove sia giustificato tale atto.

E' noto, infatti, che la segnalazione alla Centrale dei Rischi (o ad altra banca dati privata) comporta un marchio verso il segnalato, impedendogli di fatto di accedere al credito.

La mancata valutazione della posizione in modo corretto comporta, secondo quanto affermato dalla Suprema Corte (tesi peraltro già affermata in altre sentenze), una responsabilità contrattuale della banca, chiamata a risarcire il danno sofferto dal cliente nel caso in cui siano violati i doveri di correttezza, diligenza e trasparenza. 

La Corte di Cassazione è, sul punto, estremamente chiara ed evidenzia che: "La normativa emanata al fine di dare attuazione al D.Lgs. 1 settembre 1993, n. 385, art. 51, comma 1, (per una ricostruzione del sistema, v., ad es., Cass. 12 ottobre 2007, n. 21428), infatti, sebbene persegua interessi pubblicistici di contenimento dei rischi bancari, finisce, nel momento in cui delinea i presupposti che giustificano la segnalazione alla cd. Centrale Rischi, anche per integrare il contenuto del rapporto contrattuale con il cliente.

E', infatti, evidente che la puntualizzazione dei limiti che giustificano, in quanto doverosa, una iniziativa suscettibile di incidere sulla reputazione economica e l'operatività bancaria dei clienti è destinata anche a proteggere direttamente questi ultimi interessi, rispetto alla diffusione di dati che le banche conoscono in ragione dello specifico rapporto obbligatorio che le lega al cliente stesso.

Ne discende che la violazione di tale disciplina - laddove si traduca nell'erronea individuazione della ricorrenza di siffatti presupposti genera una responsabilità negoziale della banca, sulla quale grave l'onere, in coerenza con i principi generali desumibili dall'art. 1218 c.c., di dimostrare, ove sorga controversia, l'adempimento dei propri obblighi (ancorchè essi siano frutto, come nella specie, dell'integrazione del contenuto del contratto).
Ulteriore conseguenza delle superiori considerazioni è che le contestazioni del cliente rappresentano mere difese sottratte al regime delle preclusioni.".

Si tratta, quindi, non tanto di un inadempimento dei doveri formali legati alla segnalazione presso la Centrale dei Rischi, ma piuttosto di un inadempimento del generale  dovere di valutare (secondo buona fede) se il cliente doveva essere segnalato, tenuto conto della posizione e del credito concesso.

Il solo inadempimento momentaneo della rata del mutuo, quindi, non può generare la segnalazione se non accompagnato da una valutazione della posizione bancaria.

Qui di seguito la sentenza.

venerdì 9 febbraio 2018

Uscire dalla multiproprietà in Italia

I proprietari di un diritto reale in multiproprietà acquisito in Italia si trovano, a distanza di anni, nell'annoso dilemma: come uscire da questo tipo di contratto?

Le ultime novità legislative e gli interventi giurisprudenziali che si sono susseguiti negli anni consentono, a seguito di una valutazione delle singole posizione (a riguardo, potete scrivere a multiproprieta@consumatoreinformato.it per un primo contatto), di trovare una soluzione per uscire da questo vincolo annuale.

lunedì 5 febbraio 2018

Ricevuto una telefonata per cambiare il contratto gas e luce? qui alcune regole che dovete conoscere

L'Autorità garante in materia di energia elettrica e il gas ha previsto delle specifiche norme che devono essere seguite dalla compagnia dell'energia elettrica e del gas che proponga un cambio (switch) della fornitura al cliente finale.

Quando vi telefonano e vi propongono il cambio del gestore, come potete difendervi?

Dovete sapere che il cambio del gestore di gas/luce è regolare se:

(1) il call center che si presenta per offrirvi un nuovo contratto per la fornitura di energia elettrica e/o gas deve rispettare le seguenti regole:
i. l’operatore si qualifica indicando il nome dell’impresa di vendita e chiede al cliente finale di fornire le proprie generalità (nome, cognome, luogo e data di nascita);
ii. l’operatore informa il cliente finale che l’impresa di vendita ha acquisito un contratto per la fornitura di un’utenza intestata al cliente finale stesso, specificando il servizio fornito e il nome dell’offerta;
iii. l’operatore chiede al cliente finale di confermare la propria volontà di stipulare il nuovo contratto e, in caso di risposta affermativa, chiede al cliente finale medesimo di confermare di essere consapevole che il nuovo contratto sarà eseguito in luogo di quello attuale

(2) successivamente alla registrazione del contratto, la compagnia della luce/gas deve inviarvi copia scritta del contratto, ove venga richiamata la telefonata dove è stato concluso il contratto e le principali caratteristiche del nuovo accordo.

(3) il consumatore deve confermare il proprio consenso, inviando copia del contratto scritto alla società venditrice.

Se non sono rispettate queste norme, il contratto non è valido e il cliente è legittimato ad ottenere il ripristino del contratto di fornitura originario.

Qui di seguito, l'Allegato alla delibera dell'Autorità garante.

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