martedì 30 agosto 2016

Marche: approvato il progetto “Reti di ricarica per veicoli elettrici”

Fonte: ecomotori.net
Su proposta dell’assessore ai Trasporti e Ambiente, Angelo Sciapichetti, la Giunta regionale ha approvato la convenzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per realizzare il progetto “Reti di ricarica per veicoli elettrici”. “Si tratta – sottolinea Sciapichetti – di un’iniziativa che intende facilitare il ricorso a veicoli alimentati ad energia elettrica e che si inserisce in un piano nazionale che va in questa direzione.

domenica 28 agosto 2016

Eni sanzionata per le condotte aggressive nella richiesta di pagamento delle bollette

Questa domenica vi proponiamo il recente provvedimento sanzionatorio pubblicato dall'Antitrust contro Eni per pratiche commerciali scorrette avviate verso i propri clienti nella richiesta di calcolo dei consumi, pagamento delle bollette e restituzione dei maggiori importi versati dai consumatori e risultati, in seguito, non dovuti. 

L'AGCM, a seguito di numerose segnalazioni, ha contestato ad ENI di aver tenuto una condotta poco corretta verso i consumatori sia nella fase di gestione delle richieste di pagamento di maggiori importi a titolo di conguaglio o per altra spesa anche con l'intervento delle società di recupero crediti, sia nella fase di rimborso dei clienti per maggiori somme versate negli anni.

L'Antitrust ha avviato, a tal proposito, una corposa indagine, anche con l'aiuto dell'Autorità dell'energia e del gas, conclusasi con le sanzioni applicate ad Eni.

Le pratiche oggetto contestazione sono le seguenti:

(1) condotta aggressiva nella richiesta di pagamento

Secondo l'Autorità, la società ha tenuto una condotta aggressiva nella gestione dei rapporti con i clienti e, in particolare, nelle risposte ai reclami avanzati dai consumatori.

All'esito della fase di istruttoria, AGCM  ha accertato che ENI, pur consapevole che le richieste di maggiori importi si fondavano su fatture non sempre corrette, caratterizzate da anomalie evidenti, ha comunque avviato azioni volte ad ottenere la riscossione di crediti verso i clienti tutt'altro che certi; ha concesso forme di rateizzazione del pagamento della somma pretesa non corretto e conforme alla normativa di settore.

Ed in particolare, per quest'ultima condotta, la società pare aver tenuto comportamenti volti a condizionare i consumatori, minacciati dalla possibilità di veder distaccato il servizio di elettricità e gas, senza consentire a questi ultimi un controllo completo della propria posizione.


Ulteriore anomalia riscontrata dall'Autorità riguarda la gestione dei reclami avanzati dai clienti, rimasti molto spesso privi di risposta, o con riscontri tardivi e meramente formali.

Per contro, la società avrebbe avviato procedure di recupero del credito che, nonostante il reclamo, sarebbero state portate avanti. Si legge, nel provvedimento che "nonostante le istanze, le richieste di verifica e/o i reiterati reclami presentati, nonché la comunicazione delle autoletture, il professionista non avrebbe interrotto cautelativamente la procedura di riscossione dell'importo, sia in relazione alla fornitura di gas che di power, ma proceduto all'invio di solleciti di pagamento e diffide di distacco, richiedendo la corresponsione immediata di quanto fatturato, nonché arrivando persino a sospendere la fornitura, in alcune circostanze addirittura senza previo avviso ai consumatori.".

Tutte queste condotte hanno evidenziato, secondo l'Antitrust, la violazione delle norme in materia di  pratica scorretta ex art. 20, comma 2, del Codice del Consumo, nonché di una pratica aggressiva, contraria agli articoli 24 e 25 del medesimo Codice.


(2) Omesso rimborso dei crediti in favore dei clienti

Altra pratica oggetto dell'analisi dell'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato è quella relativa all'omesso rimborso dei crediti in favore dei clienti.

In particolare, AGCM ha avviato un controllo in merito la mancata o ritardata restituzione di somme dovute da Eni ai clienti finali e pagate negli anni per consumi presuntivi, risultati in seguito inferiori.


All'esito dell'attività istruttoria è emerso, in particolare, che Eni abbia frapposto numerosi ostacoli al cliente per poter esercitare il suo diritto alla restituzione di importi ad esso spettanti a seguito della maturazione di crediti derivanti dalla fatturazione di consumi stimati in eccesso e/o da rettifiche di fatturazione o da altri crediti maturati nell'ambito del rapporto di fornitura o per cessazione della stessa.

In tutti questi casi, la società non ha riscontrato le richieste dei consumatori, od ha risposto solo con grave ritardo. Ed inoltre, è emerso che la società non ha mai fornito una corretta informativa verso i clienti in merito al proprio diritto di rimborso, e alle modalità di esercizio dello stesso se non con all’accredito in bolletta sui conti successivi.

Ed anche quando i clienti avanzano la richiesta di rimborso, l'istruttoria ha accertato che in diversi casi le istanze dei consumatori sono state trattate in modo inadeguato, ritardato e carente sotto il profilo della comunicazione del pagamento della somma in favore del cliente, costituendo una pratica commerciale scorretta in violazione dell’art. 20 del Codice del Consumo, nonché una pratica commerciale aggressiva in violazione degli artt. 24 e 25 del medesimo Codice.

Questo provvedimento ci fa ben comprendere come non sempre le bollette inviate a casa sono corrette, e le condotte delle società di recupero crediti non sono sempre giustificate e, quindi, siete legittimati a contestare e chiedere un controllo delle fatture e dei consumi.

Per maggiori informazioni, scrivi a info@consumatoreinformato.it. 

sabato 27 agosto 2016

Accordo Regione Abruzzo/Zero Rifiuti Abruzzo per la riduzione dei rifiuti

Illustrati in conferenza stampa i contenuti del Protocollo d'Intesa tra Regione Abruzzo e l'associazione di promozione sociale “Rifiuti Zero Abruzzo”.  Hanno partecipato il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Regionale  Mario Mazzocca, la Presidente di “Rifiuti Zero Abruzzo” Luciana Del Grande, e il Dirigente del Servizio Gestione Rifiuti Dott. Franco Gerardini.

venerdì 26 agosto 2016

ART - Relazione 2016

Lo scorso luglio, l'Autorità per la Regolazione dei Trasporti ha presentato alla Camera dei Deputati la relazione annuale per l'anno 2016.

L'annuale relazione offre sempre interessanti spunti di analisi in merito all'evoluzione del trasporto pubblico, nonché dell'attività di controllo dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti.

Qui la Relazione.

giovedì 25 agosto 2016

Internet & home banking: intervento del Garante

Fonte: newsletter garante
Per combattere i furti di identità o le frodi nell'internet banking, una banca potrà analizzare informazioni biometrico-comportamentali dei clienti, quali la pressione sul touch screen o i movimenti del mouse,  in occasione della loro "navigazione" nell'area privata del proprio sito web.

Il sistema, sottoposto al Garante della privacy per una verifica preliminare, si propone di innalzare i livelli di tutela attualmente previsti (come password per l'accesso al conto corrente on line, oppure one time password per bonifici e altre operazioni) con nuove modalità di "identificazione" dell'utente.

mercoledì 24 agosto 2016

Non è obbligatorio installare il rilevatore di fuga del gas

E' obbligatoria l'installazione del rilevatore di fuga di gas in casa? cosa succede se non predispongo il rilevatore? posso incorrere in sanzioni amministrative?


Sgombriamo subito il campo da facili confusioni, il rilevatore della fuga di gas è uno strumento utile e decisivo per prevenire eventuali conseguenze drammatiche nel caso di perdite del sistema.


Allo stesso tempo è necessario rendere noto che, ad oggi, non è obbligatoria l'installazione del rilevatore nella propria abitazione, non essendovi alcuna norma che ha inserito tale obbligo di legge.


Tale premessa è doverosa, in quanto di recente abbiamo ricevuto varie segnalazioni da parte di consumatori che sono stati oggetto di sollecitazione all'acquisto di rilevatori di fughe di gas da parte di promotori attraverso il sistema delle vendite “porta a porta”.


Dalle storie raccontate alla nostra casella di posta (info@consumatoreinformato.it), risulta che i promotori, oltre ad evidenziare il carattere di sicurezza del sistema, sono soliti affermare che vi sarebbe una norma che impone la installazione del dispositivo nelle case dei privati.

Vi ricordiamo che l'installazione di questo tipo di apparecchi non è obbligatoria e molto spesso, il rilevatore viene venduto ad un prezzo per nulla di favore.

Ricordate, infine, che trattandosi di  “vendite porta a porta”, il Codice del Consumo prevede il diritto di recesso per il consumatore che è di quattordici giorni dalla data di firma del contratto, potendo uscire dal contratto con apposita lettera da inviare al venditore (per maggiori informazioni, vedi qui).

martedì 23 agosto 2016

Cecina (LI): attive due nuove colonnine EnelDrive

Fonte: ecomotori.net
Sono state attivate, a Cecina in piazza della Libertà e a Marina di Cecina in piazza della Chiesa, le prime infrastrutture di ricarica Enel Distribuzione per veicoli elettrici sul territorio comunale di Cecina.
Le nuove colonnine, installata da Enel Distribuzione, sono del tipo Pole Station, possono ricaricare a 3kW (slow) o a 22 kW (quick).

lunedì 22 agosto 2016

Trento: nei primi sei mesi dai rifiuti riciclabili ricavi per 972mila euro

Fonte: Comune di Trento
Nei primi sei mesi di quest'anno i ricavi dalla vendita dei rifiuti riciclabili, vetro, imballaggi leggeri, carta e cartone, metalli e batteri, olio vegetale, fino agli abiti usati, superano i 972mila euro. Un valore da cui sono già stati dedotti i costi per il trasporto dei rifiuti differenziati nei diversi centri di lavorazione. Discorso a parte merita, almeno per il momento, l'organico con erba e ramaglie. Il trattamento di questi rifiuti, infatti, attualmente incide in maniera consistente sui costi di gestione, per un valore complessivo che nei primi sei mesi di quest'anno è pari a 574mila euro. A tale costo devono essere aggiunti circa 110mila euro per il trasporto agli impianti di trattamento, parte del quale fuori provincia.

Effettuare una corretta raccolta differenziata, sia da parte dei cittadini che del gestore del servizio, non ha solo una forte valenza ambientale, ma anche economica.

domenica 21 agosto 2016

Life Portfolio Italy - si alla restituzione del capitale se il cliente non viene avvisato dell'aumento di rischio dei fondi Madoff

La vendita di polizze assicurative indicizzate ha segnato, negli ultimi anni, una grossa crescita, alla quale non è seguita una soddisfazione per i consumatori che avevano sottoscritto questo tipo di contratti.

I sottoscrittori di questi prodotti assicurativo/finanziari molto spesso non hanno compreso le caratteristiche e la natura di questo tipo di polizze, collegate all'andamento di determinati prodotti finanziari o dei mercati.

A seguito dei ripetuti interventi dei giudici di merito, è risultato che non sempre le informazioni fornite ai consumatori erano precise e trasparenti, e comunque vi sono stati una serie di inadempimenti da parte della banca o della compagnia assicurativa.

Con la recente sentenza del Tribunale di Torino n. 1540 del 18 marzo 2016, il giudice piemontese ha affrontato l'obbligo informativo che grava sull'intermediario finanziario che propone una polizza assicurativa indicizzata, evidenziando che tale dovere informativo sussiste anche successivamente alla vendita della polizza unit linked.

Nel caso di specie, un risparmiatore aveva investito una ingente somma in una polizza unit linked denominata Life portfolio Italy di Credit Suisse, sostenendo di essere stato sollecitato dalla compagnia assicurativa ad investire in tale contratto assicurativo trattandosi di prodotto “più sicuro” rispetto ad altri investimenti all’epoca detenuti dal cliente.

La  società venditrice e il soggetto emittente non rendevano informazioni complete in merito alla natura del prodotto, ed in particolare alla rischiosità perché fondato su “fondi Madoff”.

Ed anche dopo l'investimento, allorché era scoppiato il caso Madoff, la compagnia assicurativa non aveva trasmesso una comunicazione con l'aggravamento del rischio della polizza conseguente allo scandalo che aveva investito il finanziere americano.

Il consumatore veniva a conoscenza di tale comunicazione solo tre anni dopo, allorché veniva comunicato allo stesso che era giacente una comunicazione a lui indirizzata, mai trasmessa, ove la compagnia assicurativa gli rendeva noto che il Fondo Interno collegato alla sua polizza era caratterizzato da un profilo di rischio molto elevato.

E proprio su questa carenza, che il consumatore si è rivolto al Tribunale di Torino chiedendo che sia dichiarato l'inadempimento della compagnia con risarcimento del danno, consistente nella somma persa a causa della vicenda Madoff.

E il Tribunale di Torino ha dato ragione al consumatore, evidenziando che la mancata comunicazione dell'aggravamento del rischio da parte di Credit Suisse ha cagionato il danno subito dal cliente.

La banca, infatti, è responsabile per la mancata consegna della lettera, non mettendo l'investitore nella condizione di poter eventualmente limitare il suo danno uscendo dal contratto.  

Tale obbligo, peraltro, compare  nel contratto di Credit Suisse all'art. 20 ove la società si era impegnata  a  comunicare tempestivamente per iscritto al contraente, per tutta la durata contrattuale, ogni informazione utile relativa agli elementi essenziali del contratto, nonché tutte le eventuali variazioni conseguenti alla sottoscrizione di clausole aggiuntive al contratto, oppure conseguenti ad eventuali modifiche nella legislazione applicabile, od ancora ogni dato ed informazione che possa assumere rilevanza per il contratto sottoscritto.

Ed il Tribunale ritiene estremamente grave che Credit Suisse non abbia informato il cliente in merito alla aggravamento della polizza unit linked, passata da prodotto a rischio "medio" a strumento finanziario a rischio "elevato": "In questa prospettiva si ritiene necessario muovere da un preciso e non contestabile dato di fatto: l’attore aveva deciso di investire una parte consistente del suo patrimonio mobiliare (un milione di euro) in un prodotto finanziario caratterizzato da un livello di rischio “medio”. Se si pone mente al fatto che la redditività degli investimenti è normalmente direttamente proporzionale al loro grado di rischio, può affermarsi che il X. non fosse – almeno per quanto riguarda quella parte del suo patrimonio – alla ricerca di un investimento dai rendimenti particolarmente elevati; ma, piuttosto, di un investimento “ragionevolmente sicuro”, che consentisse cioè, con ragionevole grado di probabilità, di salvaguardare il capitale investito. D’altra parte il X. allega – e le convenute non contestano – che l’investimento nella Life Portfolio Italy fosse (stato prospettato dalle banche convenute come) più sicuro rispetto a quelli dismessi dall’attore al fine di acquistare la polizza. Il fatto che nel settembre 2008 – quando pervenne a CSI la comunicazione circa l’aumentato livello di rischio del fondo interno – il rendimento di questa polizza fosse superiore a quelli degli altri prodotti in cui il X. aveva investito non induce affatto una prognosi negativa sulla probabilità che il X. disinvestisse, ma è, semmai, conferma del grado di rischio più elevato del fondo Alternative Asset Class. I prodotti finanziari “ad alto rischio” si caratterizzano infatti proprio per le prestazioni elevate (anche) nei momenti di crisi generale dei mercati. Salvo però mettere a maggior rischio di perdita il capitale investito. Per valutare l’importanza dell’informazione omessa va ricordato che essa riguardava proprio l’elemento “chiave” di ogni investimento, cioè il livello di rischio del prodotto finanziario (a cui è normalmente legata la prevedibile redditività); e che tale livello era repentinamente salito, non di uno solo, ma di ben due gradini, portandosi al Y. grado contemplato. Un simile grado – contrariamente a quanto afferma CSLP – non era neppure allineato al profilo del X. quale emerge dalla profilatura cliente (doc. 2 CSLP), che era “accentuato” (quarto grado su cinque della scala), e quindi inferiore a quello assunto con il prodotto in esame. La circostanza che il X. non abbia disinvestito dopo il crollo della polizza determinato dalla “vicenda Madoff” non dimostra affatto che, qualora fosse stato tempestivamente informato (nel settembre 2008) del maggior livello di rischio, egli avrebbe comunque mantenuto fermo l’investimento. Anzitutto perché la scelta odierna è verosimilmente dettata da strategie legate al contenzioso in essere con le banche. In secondo luogo, perché è evidente che un disinvestimento dopo che la perdita si è già prodotta (e quindi il rischio insito nello strumento finanziario si è già verificato) è, in generale, operazione economicamente poco oculata, perché non consente di beneficiare di eventuali “recuperi” dei titoli. Alla luce di queste considerazioni si ritiene che se il X. fosse stato informato che il livello di rischio del fondo interno era passato dal livello “medio” a quello “elevato” e che quindi – in una congiuntura già generalmente sfavorevole per i mercati finanziari, caratterizzata dalla crisi delle banche d’affari americane – ben un terzo del suo patrimonio mobiliare era investito in un prodotto che lo esponeva al rischio di perdita del capitale, egli avrebbe presumibilmente riscattato la polizza Life Portfolio Italy e impiegato il ricavato in investimenti allineati con la sua propensione al rischio.".

Tale carenza informativa comporta una ipotesi di grave inadempimento contrattuale ex artt. 1453 e 1455 c.c., con conseguente condanna della società alla restituzione della somma investita e risarcimento del mancato guadagno.

Qui la sentenza del Tribunale di Torino.

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