lunedì 11 dicembre 2017

Mediobanca: il risparmio gestito arricchisce solo gestori e venditori

Fonte: Il Fatto Quotidiano
Se inizio col dire che Mediobanca pubblica dati spaventosi sul risparmio gestito, un lettore assiduo commenterà: "Ma lo ha già detto". Invece no, perché non provengono dal suo ufficio studi, bensì da Mediobanca Securities, un'unità operativa che si rivolge agli investitori istituzionali; e recano la firma di Gian Luca Ferrari, anziché di Fulvio Coltorti, Gabriele Barbaresco o Matteo Pizzingrilli.


Ma sono ugualmente scandalosi i numeri pubblicati nella sua dettagliata analisi del 12-6-2017, purtroppo solo in inglese: "KIIDs don't lie", cioè non mentono i Kiid, che sono documenti informativi obbligatori per i fondi comuni.


L’approfondimento si concentra sul peso nel 2016 delle commissioni di incentivo o performance, che aggravano il salasso per i risparmiatori, in particolare per Azimut, Banca Generali e Mediolanum.

domenica 10 dicembre 2017

Unicredit sanzionata dall'Antitrust per aver sollecitato i clienti all'addebito diretto in conto degli interessi anatocistici

Vi proponiamo, qui di seguito, uno degli interessanti provvedimenti pronunciati dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 31 ottobre 2017, con la quale ha sanzionato Unicredit per una pratica commerciale scorretta adottata nei confronti dei clienti.

La banca è stata sanzionata per euro 5.000.000,00 per aver adottato una condotta aggressiva verso i correntisti, costretti ad aderire all'addebito diretto degli interessi anatocistici risultanti sul conto corrente.

La condotta aggressiva, contestata anche a Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. (4.000.000,00 euro) e Intesa San Paolo S.p.A. (2.000.000,00 euro), ha ad oggetto la recente decisione di reintrodurre l'anatocismo nei rapporti bancari (vedi).

E' noto che l'addebito diretto degli interessi sul conto corrente può avvenire solo con il consenso espresso dal cliente (vedi).

Nella concreta fattispecie, Unicredit ha utilizzato il canale on line con i clienti al fine di incentivare questi ultimi a concedere il consenso per l'addebito diretto sul conto degli interessi anatocistici.


La condotta tenuta da Unicredit è stata considerata aggressiva da AGCM, in violazione degli articoli 24 e 25 del Codice del Consumo, in quanto finalizzata a sollecitare i clienti al consenso
, facendo credere che tale addebito in conto corrente sarebbe un ordinario modus operandi e senza rendere note le possibilità di pagamento alternativo degli interessi negativi.


La strategia di marketing è stata portata avanti sia attraverso l'internet banking (email, comunicazioni personalizzate e pop-up), sia attraverso le filiali dell'istituto di credito e con le comunicazioni tradizionali (posta).

Di seguito, il provvedimento di AGCM.

lunedì 4 dicembre 2017

TARI: il Comune di Torino comunica come ottenere le agevolazioni per il 2017

Il Comune di Torino ha, con una recente nota, chiarito come i Contribuenti potranno usufruire delle agevolazioni per il pagamento della TARI per l'anno 2017.

Lo scorso settembre, il Comune aveva indicato tutte le modalità di accesso alle agevolazioni TARI previste, con il comunicato che potete leggere in fondo al post.

Le agevolazioni per la TARI sono state previste dal Comune di Torino sulla base della dichiarazione ISEE rilasciata dal singolo contribuente, nei limiti indicati nel comunicato sopra richiamato.

L'Amministrazione comunale ha chiarito, con una recente nota, che tutti coloro che sono interessati alla riduzione della TARI per il 2017, rientrandovi secondo i parametri indicati, dovranno saldare l'importo previsto entro il giorno 11 dicembre 2017: nel caso di omesso pagamento entro tale data, l'agevolazione ISEE verrà revocata.

Il Comune ha osservato, inoltre, che eventuali importi superiori a quelle previsti con le agevolazioni, saranno recuperati sul documento di acconto dell'anno 2018.

Visto che sono pervenute all'Associazione alcune segnalazioni/richieste di chiarimenti, vi giriamo tutti i canali per poter ottenere risposta ai quesiti e/o regolarizzare la posizione, ottenendo la riduzione ISEE della TARI 2017.

La riduzione della TARI, da recuperare successivamente al pagamento dell'11 dicembre, può essere infatti effettuata con istanza di sgravio firmata in originale e corredata da copia del documento di identità con le seguenti modalità:
  • personalmente o tramite delegato (munito di delega scritta e documento di identità del       delegante) presso l’ufficio 213 - ISEE, piano 2, Corso Racconigi 49, con orario dalle 8.30 alle 12.30 dal lunedì al venerdì (in caso di alta affluenza di pubblico l’erogazione dei numeri potrà essere sospesa in anticipo);
  • a mezzo posta o fax n. 011/0112467;
  • in allegato ad e-mail al seguente indirizzo: tassarifiuti@comune.torino (o PEC tributi@cert.comune.torino.it).

Qui di seguito le istruzioni del Comune di Torino per le agevolazioni ISEE sulla TARI 2017. 

domenica 3 dicembre 2017

Gas & bollette non pagate: i diritti dei consumatori, gli obblighi della società venditrice

Questa domenica vi segnaliamo la recente decisione resa dal Tribunale di Milano, XI sezione civile e che si può leggere di seguito, ove il giudice è stato chiamato a decidere la legittimità della richiesta di pagamento avanzata da una società fornitrice di gas per bollette non pagate da un proprio cliente.

Il provvedimento viene portato alla vostra attenzione, in quanto il giudice ha respinto la richiesta della società (avanzata con decreto ingiuntivo), riconoscendo alcuni diritti per il consumatore nel rapporto con il venditore di gas metano, e conseguenti obblighi gravanti su quest'ultimo.

La sentenza all'attenzione dei lettori segna un ulteriore sbarramento alla prassi di molte grandi società fornitrici di gas, come di altri beni di consumo (elettricità, acqua etc.), di addebitare importi elevati in fattura,  spesso del tutto scollegati dai consumi reali (o anche solo presuntivi) effettuati dal cliente. Tale tipologia di addebiti è dovuta, molto spesso, ad errori gestionali delle aziende, che consistono in rilevazioni o comunicazioni tardive e difettose tra i vari uffici o società che compongono questi grandi enti.


Il giudice milanese interviene in questo tipo di richieste di pagamento, chiarendo una serie di diritti che devono valere per il consumatore di gas e riconosciuti dalla Delibera AEEG 18.10.2001 n. 229.

Il Tribunale di Milano evidenzia, a tal proposito, che la citata Delibera dell'Autorità garante indica "come regole non derogabili in pejus per gli utenti, per le utenze fino a 500 m3 cubi annui, quale quella in parola, la periodicità almeno quadrimestrale della fatturazione e l’obbligo per gli esercenti di inviare un addetto per la lettura almeno una volta l’anno, con obbligo di offrire la rateizzazione in caso di conguagli; tra una lettura e quella successiva la fatturazione avviene sulla base di consumi presunti determinati sulla scorta dei consumi storici, ma dovrà esserci un conguaglio annuale.".

Il giudice evidenzia i diritti spettanti al consumatore (entro i 500 m3 cubi) verso la società fornitrice, ossia:

(A)  Periodicità della fatturazione (almeno quadrimestrale);
(B)  Obbligo lettura effettiva del contatore una volta l’anno;
(C)  Rateizzazione dei conguagli;
(D) Conguaglio annuale;


Ai diritti spettanti al consumatore, così come appena sintetizzati, corrispondono relativi obblighi a carico della società venditrice, con conseguente obbligo a rispettare tali limiti nella fatturazione dei consumi verso il cliente.

Invero, i diritti della parte debole sono usualmente ignorati dalle società del settore, tant'è che è in voga l'usanza di chiedere conguagli per molte annualità (fino ai cinque anni oggetto di prescrizione ex art. 2948 c.c.).

Contro questa tendenza viene ribadita un’importante massima in materia di ripartizione dell’onere della prova (v. artt. 1218 e 2967 cod. civ.): nel contesto delle somministrazioni di energia e gas, a fronte della contestazione, anche in sede stragiudiziale, da parte del cliente dei consumi esposti sulla bolletta, spetta alla società fornitrice provare quanto gas ha consumato il cliente, quanto riporta il contatore, che i consumi corrispondono all’importo indicato in bolletta.

Tutto ciò è motivato dalla vicinanza della prova alle società fornitrici e non al cliente: sono loro, infatti, a poter meglio documentare l’attività gestionale che li ha portati ad emettere determinate fatture.

A fronte della richiesta di pagamento avanzata dal venditore, il cliente deve contestare la pretesa monetaria in modo specifico: ed è ovvio, perché in questo modo si prevengono comportamenti dettati da superficialità ed opportunismo (argomento, questo, ben noto alle società fornitrici e censito in diverse delibere dell’Autorità per l’energia elettrica, il gas ed il servizio idrico) e che non consentono alla fornitrice di discolparsi.

Si riporta un’interessante estratto della sentenza che, meglio di altri, fa comprendere qual è il comportamento a cui deve (dovrebbe) attenersi una società fornitrice “modello” per gestire i rapporti con la clientela: “è evidente che prima di agire in giudizio per richiedere una somma ingente per consumi del tutto esorbitanti per un’utenza domestica, la Società ALFA doveva almeno essa stessa chiarirsi quanti metri cubi aveva erogato sulla scorta di una fonte attendibile (e non già di una dichiarazione proveniente da un terzo (…)”.

La richiesta di pagamento da parte del venditore, quindi, deve essere motivata e circostanziata, anche per consentire al consumatore di poter accertare (controllare) l'effettiva esistenza del proprio obbligo di pagamento della fornitura di gas/energia ricevuta.

Qui la sentenza del Tribunale di Milano.

venerdì 1 dicembre 2017

Fallimento Air Berlin - modalità e termine per partecipare alla procedura

Air Berlin, come noto, ha dichiarato fallimento, conseguenza della grave insolvenza che ha colpito l'importante vettore tedesco, lasciando a terra molti consumatori che avevano, fino alla scorsa estate, acquistato biglietti della compagnia aerea.

Lo scorso 1° novembre 2017, il tribunale di Berlino-Charlottenburg ha avviato la  procedura di insolvenza di della compagnia aerea tedesca, invitando creditori ad insinuarsi nella procedura fallimentare, con iscrizione del credito nel passivo.

Vi ricordiamo che se volete insinuarvi nel passivo della procedura di Air Berlin, in quanto creditori della società, dovete avanzare l'istanza entro il 1° febbraio 2018, con comunicazione da trasmettere al curatore fallimentare Prof. Dr. Lucas F. Flöther.


In particolare, la procedura ha reso noto che:

a. il curatore fallimentare trasmetterà, entro la fine del 2017, ai consumatori ogni informazione relativo alla procedura, nonché un modulo da presentare unitamente alla domanda di insinuazione al passivo.

b. i creditori, in ogni caso, possono iscrivere il proprio credito attraverso il sito web del fallimento, a partire da gennaio 2018, indicando tutte le ragioni della pretesa e la prova del proprio credito;

Maggiori informazioni sul sito web della procedura fallimentare (vedi qui).

Qui la comunicazione del curatore fallimentare presso il Tribunale.

lunedì 27 novembre 2017

Anche i tranquilli conti deposito nel loro piccolo raccontano bugie

Fonte: Il Fatto Quotidiano 16 ottobre 2017
Anche i conti deposito, nel loro piccolo, prendono in giro i risparmiatori. Vediamo infatti cosa scrive nella sua pubblicità uno fra quelli, per altro, con interessi più alti. Sorvoliamo su espressioni ridicole, quali “Conto Progetto. La chiave per la tua libertà”, chiaramente una pura sparata pubblicitaria, per altro di cattivo gusto. Più grave è che esso venga presentato come “il conto deposito senza vincoli di durata” e, insistendo, come “un conto deposito libero senza […] nessuna durata predefinita”. Approfondendo, uno scopre infatti che le somme disinvestite gli arriveranno solo 32 giorni dopo la richiesta.

Affermare che non abbia durata predefinita è sostenibile, anche se capzioso. Definirlo un conto “libero” e “senza vincoli di durata” è invece falso. Si chiamano “liberi” o “a vista” i depositi, libretti, conti correnti o deposito ecc. le cui somme vengono messe a disposizione il giorno stesso della richiesta, se in contanti o assegni circolari, o dopo uno al massimo due giorni, se bonificate su altro conto. Poi uno può anche giudicare relativamente buono l’1%, al lordo di ritenuta fiscale (26%) ma al netto di imposta di bollo (0,2%), perché pagata dalla banca. Ma questo è un altro discorso.

domenica 26 novembre 2017

Mediazione: il consumatore può conciliare senza l'avvocato

Il Tribunale di Verona mette fine alla lunga questione relativa all'obbligo della difesa tecnica durante il procedimento di mediazione, previsto ex art. 5, comma 1 bis, D. Lgs. 28/2010, e il contrasto con i principi stabiliti dalle direttive comunitarie, introdotte nel nostro ordinamento con il D. Lgs. n. 130/2015, norme che escludono l'obbligo della presenza dell'avvocato nel procedimento di mediazione avviato dal consumatore.

Il Tribunale di Verona si era rivolto alla Corte di Giustizia dell'Unione europea ponendo questo semplice quesito: il consumatore deve farsi assistere da un avvocato quando chiama in mediazione un venditore/produttore?

Il Giudice comunitario si è espresso in senso negativo (vedi sentenza n. 457 del 14 giugno 2017), ravvisando un contrasto tra la norma comunitaria e quella nazionale, con conseguente disapplicazione delle regole introdotte con il D. Lgs. n. 28/2010.

Il Tribunale di Verona, preso atto della soluzione proposta dal Giudice comunitario, ha dato immediata attuazione al principio, ordinando alle parti di avviare la procedura di mediazione, senza la necessità della presenza dei legali.

Qui l'Ordinanza del Tribunale di Verona.

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