domenica 25 settembre 2016

Sony, vendere il pc con sotware preinstallato non è pratica commerciale scorretta

La vendita di pc con software preinstallato non può configurare pratica commerciale scorretta del venditore, anche se quest'ultimo non consente al consumatore l'acquisto della macchina senza software, ad un prezzo inferiore.

In altri termini, è possibile acquistare un computer senza essere costretti ad accettare il sistema operativo pre installato al suo interno?

Il tema è stato molto dibattuto in questi ultimi anni, anche con interventi dei giudici nazionali e con un tentativo, andato a vuoto, di azione  di classe collettiva (vedi).

Orbene, la Corte di giustizia dell'unione europea è intervenuta in tal senso, affermando il  principio per il quale il consumatore non ha il diritto di avere conoscenza del costo del software preinstallato nel suo personal computer, ed eventualmente non pagarlo.

Il giudice comunitario è stato interpellato sulla questione, chiamato a chiarire se nell’ambito di un’offerta congiunta consistente nella vendita di un computer provvisto di programmi informatici preinstallati, la mancata indicazione del prezzo di ciascuno di questi programmi costituisca una pratica commerciale ingannevole ai sensi dell’articolo 5, paragrafo 4, lettera a), e dell’articolo 7 della direttiva 2005/29.

Sul punto, si richiama quanto affermato dalla Corte, secondo la quale "mancata indicazione del prezzo di ciascuno di questi programmi non è né tale da impedire al consumatore di prendere una decisione consapevole di natura commerciale né idonea ad indurlo a prendere una decisione di natura commerciale che non avrebbe  altrimenti preso. Pertanto, poiché il prezzo di ciascuno di questi programmi non costituisce un'informazione rilevante, la mancata indicazione del prezzo di ciascuno dei programmi informatici preinstallati non può essere considerata una pratica commerciale ingannevole".
 
Si ricorda, in tal senso, che la normativa dispone che una pratica commerciale attuata dal proponente con azioni od omissioni, è considerata ingannevole qualora il venditore con la sua proposta ometta informazioni rilevanti del prodotto/servizio di cui il consumatore medio necessiti per prendere una decisione consapevole di natura commerciale.

In termini più semplici, è ingannevole la condotta del venditore che induca il consumatore ad acquistare un prodotto che, in assenza dell'informazione parziale od omessa, altrimenti non avrebbe acquistato o comunque a quelle condizioni commerciali.

Tra le informazioni ritenute rilevanti deve essere considerato anche il prezzo comprensivo delle imposte.


Orbene, il giudice comunitario segue l'indirizzo di quelli nazionali, ed afferma che non esiste alcuna scorrettezza nella vendita congiunta pc e software, né il venditore è obbligato a comunicare i prezzi del software e dell'hardware.

Ne consegue che è pratica commerciale scorretta quella ove il prezzo del prodotto non sia indicato in modo completo e corretto, falsando la decisione del consumatore, e ciò accade qualora il venditore indichi l'importo  globale di un prodotto, senza rendere noto il prezzo dei singoli programmi pre installati (inglobati nel prezzo finale del pc).


Nel caso di specie, come si evince dalla decisione di rinvio, al consumatore è stato comunicato il prezzo globale del computer provvisto di programmi informatici preinstallati e non i singoli prezzi dei programmi inclusi nel pc, senza dare la possibilità  a quest'ultimo di poter rinunciare a tali componenti.


Qui la sentenza.

sabato 24 settembre 2016

Alcuni suggerimenti per il rimborso del canone RAI

Da qualche giorno, i contribuenti che hanno erroneamente pagato, attraverso addebito sulla bolletta elettrica, il canone RAI Tv non dovuto possono avanzare richiesta di rimborso, utilizzando l’applicazione disponibile sul sito internet dell’Agenzia.

Abbiamo già trattato l'argomento (vedi), ricordandovi che per accedere all'applicazione è necessario essere registrati ai servizi telematici Entratel o Fisconline, ma anche con il tradizionale invio per posta raccomandata o tramite posta elettronica certificata (Pec).

Per chi sia interessato ad utilizzare tali ultime modalità, vi ricordiamo che l'indirizzo al quale inviare la richiesta è:
Agenzia delle Entrate - Direzione Provinciale 1 di Torino - Ufficio di Torino 1 – Sportello abbonamenti TV – Casella Postale 22 – 10121 Torino.

La mail certificata deve essere inviata all’indirizzo cp22.sat@postacertificata.rai.it, verificando che la pec vada a segno.

venerdì 23 settembre 2016

Fili d'acciaio nei croissant - maxi ritiro di Sammontana

Nei giorni scorsi Sammontana ha ritirato dal mercato 2,7 milioni di confezioni di prodotti coi marchi Mongelo, Professional e Tre Marie, avendo trovato il alcuni prodotti di pasticceria frammenti metallici di acciaio inox. Il richiamo da parte di Sammontana ha finalità  puramente cautelari, ed è cioè finalizzato a garantire l'incolumità dei consumatori da eventuali sgradevoli "incontri".
Lo spiega l'azienda stessa, precisando che si tratta di "minuti filamenti" trovati in alcuni lotti di croissant o altri prodotti surgelati di pasticceria hanno consigliato l'avvio del massiccio richiamo.

martedì 20 settembre 2016

Seat Leon TGI - test drive

Fonte: ecomotori.net
Le elettriche possono attendere. Meglio puntare sulle auto a metano, più abbordabili per listino, con autonomia da viaggio e con costi di gestione e qualità ambientali non troppo difformi dalle vetture a batteria. Il tutto senza rinunciare a comfort e piacere di guida. A confermarlo è la Seat Leon 1.4 TGI, primo modello a metano del Gruppo Volkswagen realizzato sul pianale modulare MQB pensato per ospitare diverse tecnologie e condiviso con le Volkswagen Golf e Skoda Octavia a gas naturale. Una vettura che abbiamo provato nella variante a 5 porte con allestimento Style.

domenica 18 settembre 2016

Banca Popolare di Vicenza & mutuo soci: è pratica commerciale scorretta

Ancora bufera per la Banca Popolare di Vicenza, già al centro della cronaca negli ultimi mesi, ed ora condannata dall'Antitrust per aver costretto a diventare soci migliaia di consumatori, al fine di poter ottenere un mutuo casa a condizioni agevolate. 


Il provvedimento di AGCM, che potete leggere di seguito, è interessante perché riguarda molti consumatori chiamati a coprire l'aumento di capitale sociale di BPVI del 2013 e 2014, trovandosi in seguito 100 azioni che, oggi, non valgono nulla. 


La condotta tenuta dai dipendenti delle varie filiali è stata bollata da AGCM come pratica commerciale  scorretta per la quale l’Antitrust ha inflitto una multa di 4 milioni e 500.000 euro Banca Popolare di Vicenza.


L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, all'esito di una lunga indagine, ha appurato che la banca ha, nel periodo 2013-aprile 2015, condizionato l’erogazione di finanziamenti a favore dei consumatori all’investimento di parte dell'importo ottenuto in titoli emessi dallo stesso istituto di credito, ed in particolare proprie azioni od obbligazioni convertibili.

Con tale operazione, BPVI si è garantita il successo degli aumenti di capitale intervenuti nel periodo di riferimento, "spalmando" il rischio tra i diversi mutuatari.


Si tratta dei cosiddetti “mutui soci”, ove al socio che acquista un mutuo vengono applicate condizioni di favore, sempreché:

i) il consumatore acquisti un pacchetto minimo di 100 azioni della Banca;

ii) il consumatore non venda il pacchetto azionario per tutta la durata del mutuo, per poter beneficiare delle condizioni economiche di favore.


L'Autorità garante ha potuto notare, inoltre, che i  rapporti tra le parti si sono moltiplicati, avendo i clienti sottoscritto anche contratti di conto corrente e deposito titoli, senza essere nella condizione di poter rivolgersi ad altro istituto di credito.


Tutte queste condotte, a parere dell’Antitrust, hanno limitato la scelta dei consumatori, costretti ad avviare tutti i rapporti bancari con la Banca Popolare di Vicenza.

I consumatori, in particolare, hanno dovuto sottoscrivere i titoli della Banca, illiquidi e difficilmente rivendibili, e che il cliente non avrebbe comunque potuto rivendere per tutta la durata del finanziamento, pena la perdita delle condizioni economiche agevolate previste.

L’Antitrust ha, infine, accertato anche la scorrettezza della condotta della Banca Popolare di Vicenza, laddove abbia obbligato i consumatori anche all’apertura di un conto corrente soci collegato al mutuo, in quanto contraria al Codice del Consumo.

Qui il provvedimento dell'Antitrust.

sabato 17 settembre 2016

Più indennizzi per i consumatori nel caso di errori nel calcolo dei consumi di energia e gas

Fonte: Autorità garante
Dal gennaio 2017 bollette con meno stime e sempre più consumi effettivi, grazie sia a tentativi di lettura più frequenti, con la registrazione di quelli non andati a buon fine, sia a nuove misure per la diffusione dell'autolettura; obbligo di emissione della bolletta entro 45 giorni dall'ultimo giorno fatturato (o altro termine indicato nel contratto di mercato libero), pena indennizzi automatici crescenti a favore dei clienti fino a 60 euro.

Nuove regole per la riduzione delle fatture miste (cioè con letture effettive e stimate insieme), rateizzazione obbligatoria per il venditore  - anche nel mercato libero - nei casi di importi anomali o di mancato rispetto della periodicità di fatturazione. Sono alcune tra le principali novità approvate dall'Autorità in tema di  fatturazione di periodo (delibera 463/2016/R/com), valide per tutti i clienti domestici e piccoli consumatori del settore elettrico e gas, con l'obiettivo di migliorare il processo di fatturazione, rendendolo sempre più coerente ai reali consumi. Le nuove garanzie saranno valide per i regimi di tutela, per la Tutela SIMILE e per il mercato libero (in questo caso con alcune possibilità di deroga) e si sommano agli interventi già approvati dall'Autorità per la fatturazione di chiusura (delibera 100/2016/R/com), entrati in vigore lo scorso giugno, ora ricompresi nel Testo Integrato in materia di Fatturazione (TIF).

Le nuove regole in tema di fatturazione inoltre rappresentano il primo passo delle condizioni contrattuali standard che saranno parte integrante e non modificabile della futura offerta standard, differenziata solo nel livello di prezzo, che i venditori del mercato libero dovranno includere obbligatoriamente nel paniere delle proprie offerte, e che sarà definita con un prossimo documento di consultazione.

martedì 13 settembre 2016

Hyundai i10 GPL - test drive

Fonte: ecomotori.net
Affacciatasi sul mercato europeo nel 1974 con la Pony disegnata da Giorgetto Giugiaro e motorizzata da un'unità Mitsubishi, la Hyundai ha faticato a conquistare quote di mercato nel Vecchio Continente fino a tempi recenti malgrado la politica “low cost” adottata nei primi anni. A dare la svolta che le ha permesso di superare il 3% della quota di immatricolazioni europee con tassi di crescita invidiati dalla concorrenza è la serie di vetture con la “i”. Una gamma con linee attrattive, qualità costruttiva di buon livello e listini competitivi che ha come base d'offerta la city car i10 oggetto della prova nella versione Econext Login a GPL.

lunedì 12 settembre 2016

Anatocismo bancario: introdotte le nuove norme

Lo scorso 3 agosto, con apposito comunicato del Ministero dell’economia e delle finanze, sono entrate in vigore le modifiche all'art. 120, comma 2 del Testo unico bancario da parte del Comitato Interministeriale per il Credito e il Risparmio, così sostituito dall’articolo 17-bis del decreto legge 14 febbraio 2016, n. 18 (convertito nella legge 8 aprile 2016, n. 49).

E il nuovo intervento normativo dovrebbe porre fine alla lunga diatriba in corso in merito alla corretta applicazione degli interessi bancari da parte dell'istituto di credito verso i propri clienti.

La nuova norma, entrata in vigore da agosto, reintroduce l'anatocismo bancario prevedendo le nuove regole per l’individuazione delle modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività di intermediazione bancaria.

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