lunedì 27 marzo 2017

28 giorni di abbonamento? no per linea fissa e connessione fibra!

Vi segnaliamo il recente intervento dell'Autorità garante per le telecomunicazioni, la quale ha deciso di "stoppare" la consuetudine degli operatori telefonici di proporre ai consumatori contratti di abbonamento ai servizi telefonici della durata di 28 giorni.

Il Garante ha deciso che il criterio di fatturazione degli abbonamenti di telefonia fissa, ADSL e fibra dovrà cambiare e quindi il rinnovo delle offerte deve essere mensile e non di 28 giorni.

Il Commissario Posterato ha evidenziato, in particolare, che  «l’utente può avere la corretta percezione del prezzo offerto da ciascun operatore e la corretta informazione sul costo indicato in bolletta per l’uso dei servizi», e quindi è necessario che le offerte siano tutte equiparate anche sotto il profilo temporale.

Tale importante novità, però, non riguarderà i contratti di linea mobile, per i quali rimarrà l'attuale normativa che consente fatturazioni a 28 giorni.

Qui di seguito, il comunicato stampa di AGCOM.

domenica 26 marzo 2017

Unicredit si impegna ad essere più trasparente con i propri clienti

La recente vicenda Euribor ha innescato una serie di conseguenze nel sistema bancario (vedi), peraltro chiamato a fronteggiare le continue discese del tasso di riferimento monetario.


Sul punto è intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha avviato un’indagine nei confronti di Unicredit volta a verificare la trasparenza e correttezza delle clausole contrattuali contenute nei contratti di mutuo a tasso variabile con la presenza di spread.

L’intervento di AGCM è risultato positivo, in quanto è stato accertato che molti contratti di mutuo fatti stipulare in questi ultimi anni ai consumatori da Unicredit non indicano in modo chiaro il tasso reale applicato al mutuatario, rappresentato dal solo spread nel caso di Euribor pari a “0”.
L’Antitrust ha contestato ad Unicredit alcune pratiche commerciali scorrette come si legge nel provvedimento che potete leggere di seguito “La prima pratica, in particolare, riguarda i contratti stipulati prima del verificarsi dei valori negativi dell’Euribor e consiste nella mancata applicazione di tali valori nella determinazione del tasso di interesse applicabile alle rate dei mutui immobiliari ipotecari a tasso variabile; il tutto in assenza di clausole inerenti il tasso minimo e senza informare i consumatori in merito ai criteri di calcolo adottati dalla Banca. La seconda pratica considerata riguarda i contratti stipulati successivamente al divenire negativo dell’indice Euribor e consiste nella carente informativa resa in merito alla circostanza che lo spread rappresenta di fatto il tasso minimo applicabile al contratto di mutuo in presenza di valori negativi dell’indice di riferimento.”.

L’indagine di AGCM ha evidenziato, in altre parole, la reale condotta tenuta da Unicredit di fronte alla progressiva riduzione dei valori Euribor, arrivato a segnare valori negativi, decidendo di adottare un’interpretazione del contratto di mutuo finalizzata ad ottenere comunque una remunerazione minima, in termini di interessi, pari allo spread, senza avvisare i consumatori di tale decisione.

Alcuni modelli contrattuali successivi al 2015, inoltre, presentano una carente informativa in merito al meccanismo applicato nel calcolo degli interessi periodici che conducono ad applicare il tasso fisso (spread) nel caso di Euribor negativo, trasformando di fatto il mutuo da variabile a fisso e periodico.


Tali carenze sono state contestate dall’Antitrust ad Unicredit, la quale ha assunto alcuni impegni per risolvere la questione, ed in particolare:
1) automatica rideterminazione retroattiva e per tutta la durata futura del rapporto del tasso di interesse nominale annuo dei contratti di mutuo a cui la Banca non aveva applicato i valori negativi dell’Euribor;
2) integrazione della documentazione precontrattuale e contrattuale destinata ai consumatori che hanno stipulato o stipuleranno con la Banca contratti che prevedono espresse clausole di tasso minimo pari allo spread, al fine di rendere esplicita, anche nella denominazione del contratto, la presenza di un tasso floor che limita la variabilità del contratto.
Questi impegni, seppur parzialmente, rappresentano un buon risultato garantendo maggior trasparenza per i consumatori che si rivolgeranno ad Unicredit per chiedere un mutuo a tasso variabile.
Di seguito, il provvedimento di AGCM con gli impegni assunti da Unicredit.

sabato 25 marzo 2017

Se chi risparmia ci rimette, la colpa è sua: lo dice Bankitalia

Fonte: Il Fatto Quotidiano
“I risparmiatori sono ignoranti, incompetenti. È colpa loro, se perdono soldi”. Questa è la litania del sistema bancario italiano: ribaltare sui clienti la responsabilità dei propri tiri mancini, come vendergli le proprie azioni non quotate a prezzi esorbitanti, rifilargli le proprie obbligazioni nascondendone i rischi ecc.


Però c’è di peggio: è l’opera diuturna di fiancheggiamento a tale strategia da parte della Banca d’Italia e altri soggetti pubblici. Una triplice conferma arriva dal convegno svoltosi il 18 gennaio a Roma, in via Nazionale “L’educazione finanziaria in Italia: oggi e domani”.

Chi erano gli organizzatori? Banca d’Italia, Ivass, Covip, Consob insieme però alla Feduf, una fondazione costituita da 70 banche, e al Museo del Risparmio di Intesa-Sanpaolo. È come il Ministero della Salute organizzasse un convegno sulla ludopatia assieme con Lottomatica, Snai, il Casinò di Saint-Vincent ecc.

venerdì 24 marzo 2017

Fake news - arriva in Senato la discussione per sanzionare le bufale on line

La questione bufale on line si sta ampliando in modo significativo, tanto da costringere i principali operatori del settore ad avviare attività di contrasto verso le fake news.

Ma la questione sta assumendo anche un carattere politico, tant'è che  il Senato ha deciso di avviare una fase di discussione volta ad introdurre misure di contrasto, reati penali, legate alla diffusione di bufale online.

L'idea è quella di prevedere una forma aggravata di diffamazione collegata al mezzo tecnologico attraverso il quale viene  portata avanti, i social networks, al pari della stampa.

Pare che, notizia in attesa di conferma, si stia valutando anche la possibilità di introdurre la pena detentiva per i casi più  gravi, in modo tale da punire in modo deciso  i trasgressori.

L'iniziativa parlamentare non è l'unica in Europa, in quanto in altri paesi si sta ragionando su nuove forme di tutela degli utenti danneggiati da finte notizie od altri fenomeni come il cyber bullismo.

Aspettiamo fiduciosi le novità legislative previste e volte ad arginare questo recente e pericoloso fenomeno.

martedì 21 marzo 2017

Audi A5 Sportback g-tron a metano con 500 km di autonomia

Fonte: ecomotori.net
Dopo A3 Sportback g-tron e A4 Avant g-tron, Audi A5 Sportback g-tron è il terzo modello della Casa dei quattro anelli alimentato a gas. Mossa da un 2.0 TFSI con 170 CV (125 kW) di potenza e 270 Nm di coppia, si caratterizza per un modulo serbatoio costituito da quattro serbatoi resistenti e leggeri con capacità di 19 kg.

Questi permettono un'autonomia di oltre 500 km quando si utilizza il CNG (gas naturale compresso). E considerando anche il serbatoio di benzina da 25 litri, l'autonomia complessiva arriva fino a 950 km.
 

domenica 19 marzo 2017

Buoni postali. Cassino in favore del recupero per i titoli serie "O"

Torniamo a trattare l'argomento Buoni Fruttiferi Postali proponendovi, di seguito, la recente sentenza del Tribunale di Cassino che, seguendo la giurisprudenza della Cassazione, ha ritenuto di riconoscere il diritto del consumatore ad ottenere il pagamento integrale degli interessi per i titoli arrivati a scadenza (vedi).

Il Giudice ha correttamente ritenuto di non dover dare applicazione alla normativa introdotta successivamente all'emissione dei titoli acquistati dai risparmiatori e che ha fortemente ridimensionato la pretesa del cliente in favore di Poste.

Vi invitiamo, anche contattando Consumatore Informato (info@consumatoreinformato.it), di far valutare i vostri buoni postali per verificare se il rimborso dell'importo dovuto è corretto.

Qui il provvedimento del Tribunale di Cassino.

sabato 18 marzo 2017

Il garante vieta l'uso dei numeri di telefono "pescati" in rete

Fonte: Newsletter 17 febbraio 2017
No al telemarketing con i numeri di telefono "pescati" in internet e contattati senza il consenso informato dei destinatari. Il principio è stato ribadito dal Garante privacy che ha vietato a una società l'uso delle utenze telefoniche reperite on line a fini promozionali.


Dagli accertamenti, svolti, dall'Autorità in collaborazione con il Nucleo speciale privacy della Guardia di finanza, è emerso che la società, attiva nell'offerta di servizi in Internet (costruzione e gestione di siti web, posizionamento nei motori di ricerca, vendita di spazi pubblicitari e attività di social media marketing), per acquisire nuovi clienti e promuovere i propri prodotti contattava telefonicamente le utenze reperite in rete, in genere numeri di telefono di liberi professionisti e imprese individuali presenti nell'area "contatti" dei siti. Un trattamento non in linea con la disciplina di protezione dei dati personali perché effettuato senza aver prima acquisito il consenso informato dei destinatari e  in violazione del principio di finalità. La circostanza, infatti, che i numeri di telefono presenti in Internet siano liberamente conoscibili da chiunque, non significa che possano essere legittimamente usati per finalità (come il marketing) diverse da quelle per cui sono stati pubblicati on line.

venerdì 17 marzo 2017

Ecco come segnalare una pubblicità ingannevole o altra condotta scorretta del venditore all'Antitrust

Quando un consumatore individua una potenziale attività scorretta da parte del venditore/fornitore del servizio può contestare al professionista eventuali false, parziali e fuorvianti informazioni, o una carenze di trasparenza durante la proposta contrattuale o anche solo nella fase di pubblicità del prodotto.

Il consumatore, però, può anche andare oltre e segnalare eventuali condotte poco lecite tenute dal venditore/fornitore del servizio anche all'Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato chiedendo un suo intervento volto a sanzionare il venditore e, allo stesso tempo, tutelare gli altri fruitori del servizio.

Il singolo ha, in altri termini, la possibilità di rendersi soggetto attivo per la tutela degli interessi dei consumatori.

(1) Quando il consumatore può segnalare una condotta scorretta del professionista?
Il consumatore può attivare l'autorità di controllo quando ritiene che il professionista stia tenendo alcune condotte che violano il Codice del consumo, ed in particolare vi sia una potenziale:
a. pratica commerciale scorretta (vedi);
b. possibile violazione nella conclusione di un contratto a distanza o concluso fuori dai locali commerciali (vedi);
c. forma di  pubblicità o altro veicolo informativo ritenuto ingannevole o illecito (vedi);
d. pubblicità ingannevole e comparativa (vedi).

(2) Come il consumatore può segnalare la condotta scorretta del professionista?
Nei casi sopra richiamati, ed in particolare in ipotesi di pratica commerciale scorretta o pubblicità ingannevole, il consumatore può segnare all'antitrust (AGCM) la condotta del professionista contraria alle norme del Codice del Consumo, attraverso una segnalazione che deve essere chiara, semplice, precisa.

Come scrivere una segnalazione?
AGCM non è  interessata a segnalazioni fumose, complesse ma poco utili per poter avviare l'indagine  verso il professionista, e quindi, per essere di aiuto, bisogna scrivere un messaggio chiaro e semplice.

La segnalazione deve contenere:

1. raccontare in modo dettagliato tutti i fatti che a parere del segnalante contraddistinguono la potenziale condotta scorretta del professionista

La segnalazione deve contenere le seguenti informazioni:
(a) la pubblicità o la pratica oggetto della segnalazione
(b) il soggetto (impresa o professionista) che la mette in atto
(c) il prodotto (bene o servizio) interessato
(d) e ogni altra informazione ritenuta utile alla valutazione dell’Autorità

Dovete, inoltre, indicare i vostri dati ed in particolare Nome, Cognome, Indirizzo, telefono, indirizzo di posta elettronica. Questi dati sono utili per l'Autorità garante anche perché potrebbe contattarvi per chiedervi dei chiarimenti utili per rendere efficace l'indagine.

2. tutti i documenti, messaggi o altri elementi di prova idonei a  suffragare la segnalazione, rendendola concreta e veritiera

I documenti allegati assieme alla segnalazione supportano e arricchiscono la contestazione, aiutando in modo concreto l'Antitrust.


Esempi di documenti da inviare (o in formato elettronico o in forma cartacea) al Garante:

- copia volantino o altro materiale pubblicitario segnalato
- copia delle schermate di cui si compone il messaggio segnalato e diffuso a mezzo internet
- copia del messaggio segnalato diffuso a mezzo stampa rilievi fotografici del messaggio segnalato
- copia contratto sottoscritto o inviato dall'impresa
- copia condizioni generali di contratto, moduli, modelli o formulari per le clausole vessatorie
- copia reclamo/i inviato/i all'impresa ed eventuale esito
- copia documenti di fatturazione oggetto di contestazione
- copia nota d'ordine compilata per acquisti via internet
- copia della prova d'acquisto (scontrino, fattura)

Dopo aver inviato la segnalazione, dovete conservare  una copia del documento inviato.

(3) Dove inviare la segnalazione all'Antitrust?
E' possibile inviare la segnalazione all'Autorità Garante secondo le seguenti modalità:

- webform del sito dell'Autorità Garante;

- per posta ordinaria (raccomandata a/r) a Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, Piazza Giuseppe Verdi 6/A – 00198 Roma;

- via fax al numero 06-85821256 di AGCM;

- alla casella di posta elettronica certificata dell’Autorità: protocollo.agcm@pec.agcm.it.

Di seguito, un esempio di webform per segnalare la pubblicità ingannevole.

martedì 14 marzo 2017

Metano liquido: nuovo impianto a Villafalletto (CN)

Fonte: ecomotori.net
Da pochi giorni e' diventato possibile effettuare presso la stazione di servizo a marchio ENI situata a Villafalletto (CN) - Via Circonvallazione Est, 18/a, anche il rifornimento di metano liquido, attualmente possibile solo per i mezzi pesanti.

L'impiego del metano liquido presso questo impianto non e' una novita': il distributore di Villafalletto infatti e' stato il primo impianto in Italia ad utilizzarlo, opportunamente rigassificato, per rifornire le auto.

L'impianto di Villafalletto si aggiunge agli altri 7 impianti attualmente operativi, portando ad 8 il numero complessivo di distributori che erogano metano liquido per mezzi pesanti, cifra che e' destinata ad aumentare nei prossimi mesi.

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