lunedì 26 giugno 2017

Fondi chiusi, gli iscritti a loro insaputa

Fonte: Il Fatto quotidiano - 19 aprile 2017
L’italico genio per le soluzioni pasticciate ne ha escogitata un’altra: gli iscritti-fantasma ai fondi pensione. A monte vi è una strategia applicata da qualche anno per truccare le carte della previdenza integrativa. Nei rinnovi contrattuali i sindacati sottraggono una quota di aumento salariale per i lavoratori e la dirottano d’imperio ai propri fondi pensione, pure per chi saggiamente non vi vuole aderire. Sono somme a volte minime, come 100 euro l’anno.

domenica 25 giugno 2017

Veneto Banca: sanzione dall'Antitrust per la vendita di mutui

Non finiscono le grane per Veneto Banca, istituto di credito coinvolto in uno degli ultimi scandali bancari, ed oggetto di una nuova sanzione da parte dell'Antitrust,  per un ammontare complessivo di 5 milioni di euro, e connessa alla vendita di prodotti bancari in violazione delle norme del Codice del Consumo.

L'autorità garante, in particolare, ha contestato a Veneto Banca di aver posto in essere due pratiche commerciali scorrette nella erogazione dei contratti di mutuo in favore dei consumatori attraverso  il modello della vendita combinata ovverossia collegata all'acquisto di proprie azioni o altri prodotti bancari presso lo stesso operatore, come ad esempio un conto corrente.

Nella concreta fattispecie, così come già rilevato da AGCM in altra indagine conclusa verso Banca Popolare di Vicenza (vedi), avrebbe condizionato l'erogazione di un finanziamento/mutuo in favore di un consumatore all'acquisto di azioni della banca, e tale pratica commerciale scorretta è avvenuta in occasione delle operazioni di ricapitalizzazione dell'istituto di credito avvenute tra il 2012 e il 2014.

In quel periodo, la banca versava in grave crisi patrimoniale e decise di far gravare la propria situazione sui sottoscrittori dei mutui, imponendo loro l'acquisto dei titoli azionari.

La figura del “mutuo socio” è stata creata, secondo la conclusione raggiunta da AGCM, per i  consumatori al fine di ottenere gli stessi pacchetti minimi di azioni della Banca pari a n. 200 azioni, superiore a quello minimo necessario per diventare soci (pari a n. 100 azioni), imponendo al mutuatario di non procedere alla vendita del pacchetto azionario per un determinato periodo, al fine di non perdere le condizioni economiche previste per il mutuo.

Vero è che il mutuo soci garantisce dei vantaggi in favore dei consumatori sottoscrittori, ma è altresì dimostrato che tali aspetti positivi sono stati compensati, in termini negativi, dai costi connessi al pacchetto azionario al quale tale prodotto era di fatto vincolato.

A ciò si aggiunga, come sopra evidenziato, che oltre all'acquisto di titoli azionari, Veneto Banca ha indotto molti consumatori a sottoscrivere un conto corrente presso la stessa filiale e su cui regolare il rapporto di mutuo.


L’Antitrust ha rilevato che tali condotte, limitative della libertà di scelta dei consumatori, siano contrarie ai principi del Codice del Consumo, condannando Veneto Banca per pratiche commerciali scorrette.


Di seguito, il provvedimento di AGCM.

sabato 24 giugno 2017

Altro fake colpisce Poste: non aprite quel link

Poste Italiane è un mezzo utilizzato con frequenza dai ladri di dati digitali, come vi abbiamo già segnalato in più occasioni attraverso questo blog.

Nelle ultime settimane, un nuovo tentativo di furto dei dati sta avvenendo attraverso la schermata che trovate di seguito.

Ancora una volta, vi consigliamo di non aprire il link di questa pagina: loro non hanno bisogno della tua collaborazione!

lunedì 19 giugno 2017

Carrefour e il buono via WhatsApp: è una bufala per acchiappare i vostri dati!

In queste ultime settimana sta girando in rete (o meglio attraverso la nota applicazione WhatsApp) un nuovo tentativo di furto dei dati personali.

Come al solito, il tentativo si fonda attraverso l'utilizzo di un marchio noto, Carrefour, e la possibilità di risparmiare un buon importo (250 euro) ed il gioco è fatto.

Il messaggio del buono sconto è arrivato a molti consumatori, ai quali è stata promessa la possibilità di risparmiare senza fare nulla: si tratta di bufala...per rubarvi i dati.

Se entrate nel link, infatti, vi vengono chiesti dati personali che verranno, ne siamo certi, in seguito utilizzati contro di voi o verso terzi.

Il tentativo di truffa è stato segnalato sulla pagina Facebook “Una vita da Social”, gestita dalla Polizia Postale, la quale ha infatti lanciato l’allarme con un post in cui invita gli utenti a stare attenti alla “TRUFFA VOUCHER CARREFOUR”:

Carrefour Italia mette in guardia tutti i propri clienti sulla presunta truffa che in questi giorni sta girando online. Questa volta anche nella messaggistica istantanea come #WhatsApp viene pubblicizzata la falsa emissione di un voucher sconto Carrefour tramite l’immissione di dati personali. Carrefour Italia, mette in guardia i propri clienti su questo tentativo di truffa, invitandoli alla prudenza nell’immettere i propri dati sensibili e personali su siti internet non autorizzati”.

La stessa società francese, infatti, ha segnalato il tentativo di truffa sul proprio sito web attraverso questo banner.



domenica 18 giugno 2017

Vietata l'indicazione del latte nei prodotti vegani

Quante volte troviamo, anche sugli scaffali dei supermercati, prodotti con particolari indicazioni, o denominazioni specifiche, tali da indurci a pensare che quello specifico alimento contenga determinati alimenti.

La Corte di giustizia dell'Unione europea è intervenuta, con una recentissima sentenza, proprio con il fine di tutelare il consumatore, aggredito da marchi ed indicazioni ambigue e poco utili per l'acquisto.

La recente sentenza (C-422/2016) è interessante perché introduce un generale obbligo per il venditore di alimenti vegetariani, il quale è chiamato a denominare in modo chiaro il prodotto, con indicazioni esplicative o descrittive che risultino idonee nel chiarire l’origine vegetale del prodotto in questione.

Il venditore di prodotti vegetali, quindi, deve essere rigoroso nell'indicazione degli alimenti, della  provenienza e dell'eventuali modalità di produzione, al fine di consentire al consumatore di avere piena contezza dell'acquisto che sta effettuando.

La vicenda
Nel caso di specie, la società tedesca TofuTown produce e distribuisce alimenti vegetariani e vegani destinati, principalmente, al mercato tedesco.

Il venditore produce alcuni prodotti, con denominazione particolare ossia indicando al suo interno (o almeno facendo intendere) alimenti di provenienza animale: tra queste denominazioni rientrano «Soyatoo burro di tofu», «formaggio vegetale», «Veggie-Cheese», «Cream», e con altre denominazioni simili.

I prodotti in questione, invero, sono composti esclusivamente da alimenti vegetali e sono privi di qualsivoglia alimento animale e per tale ragione, la società venditrice viene citata in giudizio per condotta commerciale scorretta.

La Corte di giustizia dell'Unione europea
La questione arriva alla Corte di giustizia, a cui viene chiesto di interpretare la normativa comunitaria ed in particolare spiegare se la pubblicità di questi prodotti, ove viene fatto riferimento ad un alimento animale, violi la normativa comunitaria.

E la Corte, dopo aver analizzato la questione da più punti di vista, ha ritenuto che le indicazioni dei prodotti venduti dalla società TofuTown violino le norme in materia di pubblicità ingannevole, in quanto vi è il richiamo ad alimenti di origine animale (in primis, il latte) quando gli stessi non sono contenuti nel prodotto venduto.

Tale normativa, evidenzia la Corte di giustizia, riserva  le denominazioni come «crema di latte o panna», «chantilly», «burro», «formaggio» e «iogurt», unicamente ai prodotti lattiero-caseari, vale a dire i prodotti derivati dal latte.

Il Giudice comunitario ha concluso, quindi, dichiarando che queste denominazioni  non possono essere legittimamente impiegate per descrivere/pubblicizzare prodotti puramente vegetali.

Esiste, per completezza e come richiamato dal Giudice, un insieme di eccezioni previste per legge e che, se del caso, possono essere richiamate dal venditore, ma i prodotti sopra richiamati non rientrano tra queste eccezioni.

Qui la sentenza.

sabato 17 giugno 2017

Roaming telefonico - sintesi delle novità per chi telefona nell'UE

Dallo scorso 15 giugno 2017 sono entrate in vigore le nuove norme in materia di spese da addebitare al consumatore che telefona da uno stato all'altro e versate per il servizio roaming.

Qui di seguito, cerchiamo di sintetizzare le novità con la presunta riduzione dei prezzi per il servizio telefonia e dati (internet).

Cosa vuol dire roaming?
Il servizio di roaming consiste nelle procedure tecnologiche con le quali è possibile telefonare da un paese estero con il proprio telefono cellulare, appoggiandosi ad altre linee o reti telefoniche che "sostituiscono" la nostra rete telefonica nazionale.

E quindi, quando viaggiamo all'estero possiamo utilizzare il nostro cellulare con la linea telefonica (e il numero telefonico) in quanto è prevista la possibilità di "appoggiarci" su una rete (operatore) estero ospitante.

Sino allo scorso 15 giugno 2017, questo servizio era sottoposto ad un costo variabile a seconda del contratto esistente tra le parti, o dagli accordi tra operatori telefonici, dallo stato nel quale viene utilizzato etc.....

Quale novità è scattata lo scorso 15 giugno 2017?
A partire dal 15 giugno entra in vigore il roaming alla stessa tariffa nazionale. La  Commissione Europea stabilisce che "Dal 15 giugno 2017 potrai usare il tuo device durante i viaggi nell'UE pagando gli stessi prezzi di casa, fatte salve le policy di fair use  degli operatori".


In altre parole: se in Italia paghiamo una tariffa fissa per un pacchetto di minuti voce, SMS e dati, la medesima attività effettuata fuori Italia in un Paese dell'UE ci verrà addebitata alla tariffa corrispondente praticata in Italia.


Dove si applica Roam like at home?
L’abolizione delle tariffe di Roaming è una questione non solo europea; oltre ai 28 Paesi che ne fanno parte, il roaming verrà abolito (ma solo dopo il 15 giugno) anche in Norvegia, Islanda e Lichtenstein. Resta fuori la Svizzera.


I paesi conivolti saranno quindi: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro (esclusa la repubblica Turca di Cipro del Nord), Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gibilterra, Grecia, Irlanda, Islanda, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito (per il momento), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria. Sono ovviamente comprese le isole (es. Ibiza, Tenerife & co) e vi rientrano anche i dipartimenti d'Oltremare della Francia: Guadalupa, Guyana francese, La Reunion, Mayotte e Martinica.

Chi può usufruire di Roam like at home?
Chiunque può usufruire di roam like at home: l'attivazione è dunque automatica di principio, semplicemente l'operatore smetterà di addebitare le tariffe di roaming ai propri clienti, siano essi privati o con partita IVA, ricaricabili o abbonamento. L'operatore nazionale è comunque tenuto a contattare il cliente (es. via SMS) segnalando la fine delle tariffe di roaming e - soprattutto - come il proprio piano tariffario varierà di conseguenza.


Se ho già attive delle opzioni per l'estero, la cosa va gestita con il proprio operatore (è possibile che vadano disattivate)

Quanto costano le chiamate e gli SMS che ricevo in UE?
Supponiamo di andare in Spagna,  come verranno gestite le telefonate che riceverò con il roam like at home? Le telefonate UE ricevute non costano nulla, come in Italia.


Quanto costano le chiamate che faccio e gli SMS che invio dall'UE?
Per quanto riguarda il costo di quelle effettuate, vale la regola generica secondo cui viene applicata la tariffa nazionale oppure i minuti di conversazione (e gli SMS) vengono scalati dal pacchetto nazionale.


Quindi se in Italia si hanno minuti illimitati e SMS illimitati, lo stesso accadrà in Europa.

E se dall'estero chiamo un fisso o mobile estero?
L’UE stabilisce che “Quando si chiama in roaming nell’UE, tutte le chiamate ai numeri fissi e mobili dell’UE verranno conteggiate sul volume “nazionale” dei minuti, esattamente come se stessi chiamando all’interno del tuo Stato”.


Dunque, telefonare da UE a UE equivale a chiamare l'Italia e - posta l'eliminazione delle tariffe di roaming - la chiamata rientra nella tariffa nazionale o nel pacchetto di minuti della propria offerta.

All'estero avrò la stessa quantità di dati (es. numero Gigabyte) che ho in Italia?
La novità legislativa, partita lo scorso 15 giugno, riguarda anche l'uso della sceda dati e del piano di navigazione previsto con il nostro operatore telefonico.


La scomparsa del pagamento del servizio di roaming, comporta che il costo di navigazione tra Italia ed estero è, di fatto, il medesimo. Esiste, però, la concreta possibilità che gli  operatori limitino la quantità di dati usufruibili all'estero o facciano pagare un surplus.

L’UE  ha  infatti posto una serie di norme di fair use (Uso corretto del servizio) che – se non soddisfatte – permettono agli operatori di far decadere il regime di roam like at home e addebitare legittimamente una tariffa di roaming

Nel caso di limitazione dei dati la normativa specifica che: "Se l'operatore desidera applicare un tale limite di dati in roaming, deve informare sul volume disponibile e ogni volta che quel volume viene consumato all'estero". Tutto questo fatte salve ulteriori limitazioni basate sul tempo/traffico all'estero.

Gli operatori seguono la novità roaming?
Una questione che è oggetto di discussione riguarda l'intenzione da parte degli operatori del settore di seguire le nuove prescrizioni, così limitando i propri profitti, e già qualche associazione dei consumatori invita i consumatori a controllare gli addebiti per l'utilizzo del servizio all'estero ed eventualmente denunciare maggiori ed illegittime richieste di pagamento provenienti dalle compagnie telefoniche.

venerdì 16 giugno 2017

Oggi sciopero del trasporto pubblico

Questo venerdì è caratterizzato da un nuovo sciopero proclamato dalle principali sigle e che colpirà i servizi pubblici, sia in ambito nazionale che locale.

Servizio ferroviario:
E' scattato alle 21:00 di ieri, 15 giugno, l'astensione dal lavoro di Trenitalia per 24 ore. Aderiscono anche i lavoratori di , Ntv, Trenord e delle altre aziende ferroviarie.

Con una nota, Trenitalia ha reso noto che il servizio 'Frecce' circolerà regolarmente, mentre per i treni regionali sono garantite le sole fasce protette, ossia dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00.

Servizio aereo:
Lo sciopero è stato proclamato anche dai lavoratori comparto aereo Alitalia ed è di quattro ore con modalità diverse:


- il personale navigante gruppo Alitalia-Sai, per quattro ore, dalle 10 alle 14;
- il personale navigante e di terra delle compagnie aeree operanti in Italia, per 14 ore dalle 10 alla mezzanotte.

Servizio pubblico urbano:
Purtroppo i disagi riguardano anche il servizio pubblico locale, ed in particolare la circolazione di metro, autobus e tram.
Sono garantite le fasce protette per legge, ma si spera che non tutti i lavoratori aderiscano all'astensione proclamata dai sindacati, al fine di garantire un servizio minimo per i consumatori durante tutta la giornata odierna.

lunedì 12 giugno 2017

La Provincia di Trento lancia un nuovo progetto anti ludopatia

In base ai dati resi noti nel 2015 dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in Italia sono stati spesi in giochi "leciti" oltre 88 miliardi di euro, pari mediamente ad una spesa di circa 1.500 euro a persona in giochi d'azzardo, lotterie e scommesse varie. Le ragioni di questo successo sono facili: con la liberalizzazione del 2003 si è concesso all'industria dell'azzardo di arrivare nei bar, nei circoli ricreativi, nei ristoranti.

"La ludopadia è un fenomeno classificato fra i disturbi correlati all'uso di sostanze, come altre forme di dipendenza - sono le parole dell'assessore alla salute e politiche sociali, Luca Zeni -, per questo anche in Trentino, dove comunque il rischio di sviluppare una dipendenza è un po' più basso che nel resto d'Italia, abbiamo avviato campagne di contrasto al fenomeno che viene attentamente monitorato. Qui in Trentino abbiamo una legge, approvata all'unanimità dal Consiglio provinciale nel 2015, per eliminare le slot machine dai luoghi sensibili, ma poi sono state messe in campo altre azioni, penso ad esempio al cortometraggio 'Diario di una trappola' realizzato dall'attore Lucio Gardin e premiato con il premio internazionale Alberoandronico, alla campagna 'Giochi con la testa o ti giochi la testa', ma anche ai requisiti obbligatori richiesti dal disciplinare per l'assegnazione del marchio Family in Trentino, che prevede azioni concrete per contrastare proprio la ludopatia. Va in questo senso - conclude l'assessore Zeni - il Protocollo di intesa oggi approvato dall'esecutivo fra l'Assessorato alla Salute e Politiche sociali e il Commissariato del Governo per la Provincia di Trento".

L'approvazione del Protocollo, che sarà sottoscritto nei prossimi giorni dall'assessore Luca Zeni e dal prefetto Pasquale Gioffré, fa seguito ad incontri interlocutori fra l'Assessorato, l'Azienda provinciale per i Servizi sanitari e il Commissariato del Governo, nei quali si era condiviso l'opportunità di intraprendere azioni di contrasto al fenomeno della ludopatia, attraverso un cordinamento degli interventi sul territorio trentino, in particolare per quanto riguarda la sensibilizzazione e l'informazione rivolta alle forze dell'ordine.

domenica 11 giugno 2017

Maximulta di Consob ai vertici di Banca Popolare di Vicenza

Le recenti sanzioni irrogate da Consob verso i vertici di Banca Popolare di Vicenza, attraverso tre distinte delibere, risulta alquanto beffarda (per non dire grottesca) visto l'eccessivo ritardo con il quale l'organo di controllo è intervenuto nella vicenda già trattata in questo blog.

E' di tutta evidenza, infatti, che Consob ha sanzionato la Banca Popolare di Vicenza per condotte irregolari poste in essere dal vertice aziendale tra aprile 2011 e aprile 2015.

Si tratta di violazioni delle norme di settore che hanno cagionato gravi danni ai risparmiatori (clienti - azionisti), finalizzate ad alterare le informazioni dei titoli azionari proposti sul mercato e, più in generale, il reale stato patrimoniale e finanziario dell'istituto di credito.

I provvedimenti hanno riguardato il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale in carica nel periodo oggetto di verifica, nonchè alcuni dirigenti della banca.

Di seguito, potete leggere una delle delibere Consob, la n. 19930, con la quale Consob ha accertato che la vendita dei titoli della banca sono avvenuti in assenza di corretta e trasparente informativa fornita agli investitori.

La banca, come accertato all'esito dell'ispezione di Consob, ha violato le discipline in materia di regole di condotta degli intermediari nei confronti della clientela, di prospetto, di offerte al pubblico e di informazione societaria.

Peccato che, ancora una volta, questo intervento sia tardivo e di scarsa utilità per i risparmiatori.

Qui il provvedimento di Consob.

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